Silighini: non si è nemmeno capaci a raccogliere firme valide
"Per dare ai cittadini un senso di democrazia vera, mi auguro che a livello Ministeriale si possano sistemare i problemi emersi nella presentazioni delle liste di Formigoni e Polverini in quanto è palese che a livello pratico entrambi avrebbero avuto comunque le firme e l'appoggio dei cittadini tali da presentarsi" dichiara Luciano Silighini Garagnani presidente nazionale della Giovine Italia/PDL, ma nello stesso tempo non rinuncia alla polemica come sempre sulla dirigenza del partito. "Segnali come questi dimostrano ciò che da mesi continuo a denunciare. Non è possibile rischiare di perdere e addirittura non poter presentare le liste per colpa di incompetenti che hanno incarichi nel partito. Il PDL ha la responsabilità storica e politica di essere il primo partito per consensi in Italia e di rappresentare l'alternativa ad una sinistra che non rispecchia il paese, ma gestito in questa maniera è semplicemente un partito pietoso." Silighini continua sempre più duro: "Serve una ristrutturazione totale, seppur sia un partito neonato ha dentro se i residui errati di Forza Italia e di altri partiti che già avevano problemi organizzativi." Luciano Silighini Garagnani da mesi chiede un congresso con nomine dalla base dei vertici e chiede che lo stesso Berlusconi si metta in gioco dando così la possibilità di creare una classe politica nuova e alternativa a questa, se non altro nel futuro. "Le liste sono piene di nomi che non hanno nulla a che fare con la politica e creano imbarazzo negli elettori e altri nomi di veri politici che però fino a ieri erano a sinistra e hanno dimostrato di essere delle banderuole. Sono queste le persone che vogliamo nel PDL? Io no e con me la maggioranza del partito e della base. Serve chiarezza, serve serietà, serve organizzazione e il pastrocchio delle firme ne rimarca ancora la necessità. Dopo le regionali Berlusconi deve avere il coraggio di azzerare le cariche del partito e lanciare un congresso vero, senza acclamazioni degne dell'Unione Sovietica di Stalin, ma con candidature alternative, con dibattiti veri; un PDL monarchico è anacronistico e lontano dallo spitito liberale che vede la meritocrazia alla base della vita. Se così non sarà il partito lentamente morirà ed il dopo Berlusconi non esisterà mai perchè vengono bloccate le menti fervide e valide lasciando spazio solo a chi è figlio della piaggeria e degli interessi personali e per colpa loro non si è nemmeno capaci a raccogliere firme valide per presentare li liste".
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