E' legge il decreto interpretativo salva liste
Ieri sera dalle ore 21,05 alle 21,40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi, "il Consiglio dei Ministri, appositamente riunito in via d’urgenza, ha approvato un decreto-legge per consentire lo svolgimento regolare delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a statuto ordinario, fissate per il 28 e 29 marzo prossimi. Ribadita e sottolineata la necessità di assicurare il pieno esercizio dei diritti di elettorato attivo e passivo, il Consiglio ha condiviso l’esigenza di garantire i valori fondamentali della coesione sociale, presupposto di un ordinato svolgimento delle competizioni elettorali". A questo fine, pertanto, il decreto-legge ha dettato "alcuni criteri interpretativi di norme in materia di rispetto dei termini per la presentazione delle liste, di autenticazione delle firme e di ricorsi contro le decisioni dell’Ufficio centrale regionale."
Il testo del decreto si compone tre articoli, di cui il primo, quello principale, contiene 5 commi. In pratica "chi si trova all'interno degli uffici elettorali del tribunale e può provarlo, ha diritto di presentare liste". Inoltre le irregolarità formali come la mancanza del timbro, la sua non leggibilità o altre cose attinenti ai dati di chi autentica non invalidano le firme. Quindi, quello approvato ieri sera, è un decreto ad hoc per riammettere le liste di Renata Polverini nel Lazio e la lista di Roberto Formigoni in Lombardia.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, avrebbe firmato il decreto poco prima della mazzanotte.
Il testo del decreto dovrebbe essere pubblicato, già oggi, sulla Gazzetta Ufficiale.
Tra le fonti Governo.it
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