L'impedimento (legittimo?!) che fa da scudo
Il Senato ha ha dato il via libera ieri, con una doppia votazione e il ricorso alla fiducia, alla legge sul legittimo impedimento. Con 169 sì, 126 no e 3 astenuti è stato stabilito che Premier e ministri potranno non comparire per legittimo impedimento nelle udienze dei procedimenti penali. Il provvedimento sarà in vigore, al massimo per 18 mesi, fino a che non ci sarà una legge costituzionale che disciplini le stesse prerogative in favore del Premier e dei ministri.
Durante le votazioni per protesta
i senatori del Pd hanno sventolato ciascuno una copia della Costituzione e i senatori dell'Idv hanno indossato delle magliette con la scritta: "Berlusconi fatti processare". Di Pietro ha rivolto "l'ennesimo appello al capo dello Stato" affinché "impedisca, questa volta, lo scempio della legalità", asserendo che è in atto "un assassino della democrazia".
"Berlusconi sta trasformando la nostra democrazia parlamentare in un regime che ha l'unico obiettivo di tutelare i suoi interessi" ha detto il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda.
Per il senatore del Pd Paolo Giaretta "non c'è un legittimo impedimento, non può esserci un legittimo impedimento basato sulla illegalità. Non può esserci nulla di più illegittimo della pretesa di un'immunità individuale al di fuori della Costituzione''.
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