Copenaghen: Barack Obama vuole un accordo vincolante
Barack Obama vuole che la Conferenza sul clima di Copenaghen produca un accordo vincolante, ha detto ieri il suo portavoce, Robert Gibbs, nella conferenza quotidiana. Il Presidente tuttavia è consapevole che l'incontro internazionale non potrà risolvere tutti i problemi legati al riscaldamento globale.
Ieri i paesi africani aderenti al G77, per un paio di ore, avevano sospeso la loro partecipazione ai lavori, per protesta. Secondo le Nazioni Unite, la preoccupazione principale dei paesi sviluppati è quello di essere costretti ad un accordo che potrebbe indebolire la loro capacità di combattere la povertà e di crescere economicamente. I paesi meno sviluppati vorrebbero che si ritoccase il protocollo di Kyoto, senza vincolare i paesi in via di sviluppo. Tra i paesi in via di sviluppo è però compresa la Cina, il maggiore paese inquinatore del mondo. Ieri anche la Cina ha indurito i suoi toni nei confronti dei paesi industrializzati. Gli Stati Uniti, sono il secondo paese inquinatore del mondo. Obama sarà presente venerdì a Copenaghen, nell'ultimo giorno della Conferenza.
Più di 110 capi di stato sono attesi nella capitale danese venerdì, per la giornata finale del vertice, mentre ministri e varie delegazioni continueranno i negoziati per tutta la settimana.
"Il tempo è breve. Non è il momento di tergiversare o fare critiche, ogni paese deve fare la sua parte per siglare un accordo a Copenaghen", ha detto ieri il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki - Moon. Ma l'accordo sembra difficile e i negoziati sono tutti in salita.
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