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Vertice Fao: solo buone intenzioni

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E' finita con tante buone intenzioni, ma con un nulla di fatto per l'impegno concreto, la prima giornata del Vertice Fao, che si è aperta ieri a Roma. Deluse le Ong di fronte a questa mancanza di concretezza.
Servono "44 miliardi di dollari l'anno" aveva detto Jacques Diouf, direttore generale della Fao. Ma nessuna misura concreta è stata presa.
Il Papa da parte sua, intervendo ieri mattina al Vertice,  ha fatto presente che la terra è in grado di "nutrire tutti i suoi abitanti" e ha denunciato i "modelli
di persistente orientamento solo verso il consumo di prodotti alimentari e
mancanza di prospettive di più grandi dimensioni e, soprattutto,
l'egoismo che consente la speculazione e di penetrare anche il mercato del
grano, portando il cibo sullo stesso piano di tutti gli altri beni ", mentre sarebbero necessari "profondi cambiamenti sia in stili di vita che in pratiche economiche".

"La situazione più problematica in Africa è quella delle sementi,
monopolizzate da imprese che definirei diaboliche - ha fatto presente
invece Gheddafi, presidente di turno dell'Unione Africana - Dobbiamo
smantellare il monopolio delle sementi migliorate, la Fao deve farlo in
ogni Paese".

Nella giornata di ieri comunque è stato approvato un documento che prevede cinque
azioni: 1) sostenere la responsabilità dei governi nazionali e gli investimenti in programmi di sviluppo rurale; 2) sostenere un maggiore coordinamento tra strategie nazionali,
regionali e globali, promuovendo una migliore distribuzione delle
risorse ed evitando una duplicazione degli sforzi; 3) dare una risposta immediata all'emergenza alimentare,, ma anche preparare misure di sviluppo a medio-lungo termine
per affrontare le cause di fondo di povertà e malnutrizione;  4) vigilare  per migliorare costantemente l’efficienza e l’efficacia delle istituzioni (in questo quarto punto viene rimarcata anche la necessità della
riforma della Fao);  5) garantire investimenti tempestivi nell'agricoltura e nella sicurezza alimentare,
con lo stanziamento delle risorse necessarie, nell'ambito di piani e
programmi pluriennali.

Il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha confermato che le sue scelte politiche hanno permesso al suo paese di sfamare oltre 20
milioni di brasiliani.

Purtroppo nel mondo però in linea generale, anziché diminuire, la fame aumenta. Negli ultimi due anni, il numero di persone che soffrono la fame è salito da 850 milioni a oltre un miliardo.
Nell'incontro di ieri stridente è stata l'assenza di tutti i grandi del G8, ad eccezione di Berlusconi.