Marea nera: l'operazione top kill è fallita
L'operazione top kill per cercare di fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico non è riuscita. British Petroleum (BP) ora tenta con un nuovo sistema. Ma la nuova operazione potrebbe richiedere quattro giorni ha detto Doug Suttles, capo dei lavori, che ha ammesso di non saper dire quale sarà la possibile percentuale di successo di questo nuovo tentativo. "Speriamo che l'operazione funzioni, ma ovviamente non possiamo garantire il successo", ha detto Suttles.
L'iniezione di fango, definita top kill, era iniziata mercoledì scorso, a una profondità di 1.500 metri. In totale, la società pompato 30.000 barilidi sostanze, tra fango e altri materiali. Ha fatto tre diversi tentativi, ma la forza del petroio è stata più forte.
Il versamento è ormai considerato il peggiore nella storia, con una perdita di greggio che va dai 12.000 ai 19.000 barili al giorno.
Il disastro, che ha avuto inizio dopo l'esplosione alla piattaforma petrolifera "Deepwater Horizon", il 20 aprile scorso, è diventato un vero problema per il governo degli Stati Uniti.
Obama ha visitato ieri per la seconda volta dall'inizio del disastro la zona interessata sulla costa della Louisiana e ha ordinato di triplicare il numero delle persone che lavorano per fermare la marea, che attualmente è di 20.000 nità.
"La responsabilità finale è la mia", ha detto il presidente Usa, che ha rassicurato la popolazione della regione colpita, dicendo che non l'abbandonerà.
Qualsiasi soluzione che verrà trovata per fermare il versamento è comunque solo temporanea. Per la soluzione definitiva ci vorranno almeno altri due mesi, necessari per completare la perforazione, che è già in corso, e per sostituire con un nuovo pozzo quello danneggiato.
Nel frattempo, gli esperti stimano che siano stati versati nel Golfo del Messico almeno 68 milioni di litri di petrolio.

